“Fare fuori la scuola”
La bulimia mediatica sulla scuola in tempo di emergenza sembra aver sopraffatto la giusta e doverosa riflessione
su ciò che si poteva e forse si può ancora fare.
Nella paranoia di notizie, interventi, prese di posizione che da marzo 2020 in poi ha imperversato dovunque come
mai prima sulla scuola, non solo in Italia per la verità, generando confusione, protagonismi, manifesti a iosa, sottoscrizioni e appelli, la ‘scuola’ è ricominciata
peggio di prima soprattutto sulla spinta decisiva non confessata del mondo del lavoro e del ruolo di badante
non del tutto nascosto dell’istituzione
scolastica. Come utile provocazione cito qui una frase emblematica del mio collega e coideatore del progetto
di educazione diffusa Paolo Mottana.”Quindi, se si vuole cambiare, il primopasso è FARE FUORI LA SCUOLA (ndr:
così come è intesa ormai da qualche secolo) reimmettere bambini e ragazzi nel tessuto della vita reale, facendo sì
che questa vita reale, la nostra − di noi adulti − cambi e sia in grado di accoglierli e accompagnarli. Che il disegno dei nostri territori cambi, in modo da poterli ospitare mentre crescono verso la loro autonomia, e non assorbendo il
sapere che alcuni ritengono utile per loro per inserirsi al più presto nel mondo del lavoro, per assicurare loro, con l’educazione diffusa che alcuni veri rivoluzionari
della contro-educazione hanno messo a punto.
Occorre reimmettere bambini e ragazzi nel tessuto
sociale significa gradualmente uscire dai reclusori scolastici, nel recente passato anche domestici, intesi fisicamente ma anche idealmente. Significa
altresì smontare lentamente il paradigma educativo attuale unificando quelle educazioni che ancora si tengono
rigorosamente distinte per preservare il potere di controllo esterno sulla formazione dei cittadini: l’educazione formale,
non formale e informale.
Qui il testo integrale dell’ articolo pubblicato nella Rivista dell’istruzione a suo tempo diretta dal compianto Giancarlo Cerini, dirigente tecnico scolastico tra i pochi illuminati ed aperti nell’apparato ministeriale dell’istruzione.
2020-6-Campagnoli La rivista dell’istruzione


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