Paolo Mottana. Luglio 2014
Della scuola si sente parlare tanto genericamente e poco specificamente.
Tutti si fanno belli di slogan tipo investire sulla scuola e sulla ricerca ma
omettono singolarmente di aggiungere per quale ricerca e quale scuola.
Purtroppo si sa, quasi tutti vogliono una ricerca al servizio del lavoro
(dunque eminentemente pragmatica e misurabile) e una scuola più efficiente
e razionalizzata (dunque eminentemente pragmatica e informatizzata).
Bene, anzi male. Tutto ciò mi irrita e mi indispone enormemente.

Allora, per calmarmi, provo, in bella sintassi protocollare, a promulgare il mio
PROGRAMMA PER LA SCUOLA:
1. Adottare come principi fondanti dell’educazione scolastica
l’attrazione appassionata, il piacere e l’indole festiva in tutte le loro
forme e manifestazioni
2. Colorare, articolare e arrotondare gli edifici, con l’ausilio di architetti
sensibili
3. Ammorbidire e colorare gli interni
4. Integrare all’esterno ampi spazi riservati al verde (70 per cento) e a
strutture sportivo-ricreative (30 per cento)
5. Foderare e attutire tavoli e sedie scomodi e rumorosi
6. Predisporre servizi audio e video, connettibili a internet, in tutti gli spazi
adibiti ad attività
7. Nelle aule curvare la disposizione di tavoli e sedie orientandoli verso
la forma circolare o anche predisporre la disposizione a isole con
l’eliminazione della cattedra. Modulare gli altri spazi a seconda delle attività
e delle esigenze, specie quelle corporee e pratiche. Integrare zone di loisir e
di riposo per studenti e personale.
8. Prescrivere ai docenti di interrogarsi sul senso del loro lavoro, se piace
loro e se piacciono loro gli studenti (come categoria): in assenza di una
risposta positiva, rimandarli in formazione
9. Materie suggerite per tutti i percorsi: teatro, musica, danza, arte e lettere,
filosofia, natura molteplice (biologia, chimica, materiali, ecologia ecc.),
matematica e fisica, storia e storie (dal macro al micro), politica, sessualità,
religioni e sacro, sport e corporeità, arti marziali
10. Sostituire i libri di testo, le antologie e le storie delle discipline con
documenti, libri, materiali audiovisivi vivi e non morti, e neanche non-morti
11. Programmare le attività in base al principio della passione: si fa solo ciò
che si ama e si ritiene di saper fare con piacere (per gli insegnanti)
12. Eliminare ogni procedura di valutazione che non sia esplicitamente
richiesta dagli allievi per verificare il loro grado di avanzamento nella
conoscenza. In ogni caso eliminare, fino almeno alla seconda parte dell’anno,
ogni tipo di prova con valore decisivo sul risultato di fine anno degli allievi.
Ogni prova dovrà essere valutata solo con un giudizio che rilevi elementi
positivi e negativi delle prestazioni e ponga in luce punti di forza e aree di
miglioramento da perseguire con scrupolose indicazioni al riguardo
13. Eliminare l’abominio dei test, in tutte le loro sottospecie
14. Ridurre al 20 per cento le attività che richiedono l’uso esclusivo di lezioni
frontali e prescrivere la considerazione della componente emozionale ( e
dunque l’attenzione alla motivazione) come decisiva in ogni percorso di
apprendimento
15. Dedicare ad attività che includano l’uso del corpo in chiave sportiva,
espressiva o affettiva, almeno il 60 per cento del tempo
16. Integrare un ampio spettro di attività volte all’esplicita elaborazione
dell’aggressività (sport di combattimento, anche misti, sessioni guidate di
pratiche conflittuali e di gestione del conflitto, arti marziali, laboratori
bioenergetici ecc)
17. Dedicare ad attività coreutiche, musicali e teatrali almeno il 40 per cento
del tempo
18. Integrare l’elemento visuale alla pari dell’elemento linguistico in ogni
attività
19. Integrare attività con gradienti di attivazione creativa (arte,
composizione, recitazione, costruzione, artigianato ecc) e ludica (gioco,
gioco, di squadra, simulazione, role-playing ecc) almeno al 70 per cento delle
attività previste
20. Ampliare le attività all’aperto in tutte le loro sottospecie: cura
dell’ambiente esterno, giardinaggio, orticoltura, visite, gite, avventure
nella città o nella natura, educazione alla natura, al massimo delle
possibilità presenti in termini di risorse fisiche e finanziarie
21. Moltiplicare le attività interdisciplinari, lavorando su tematiche
trasversali e oggetti di creazione comune (spettacoli, ricerche, costruzioni
ecc.)
22. Includere la possibilità, da parte degli allievi, di assentarsi dalla lezione
quando non ritengano la conduzione o il tema di essa più interessante per
loro, potendo decidere se oziare in spazi dedicati oppure passare ad altre
attività
23. Includere l’educazione sessuale come attività pluridisciplinare e
complessa a tutti i livelli del percorso scolastico
24. Includere l’educazione politica come attività pluridisciplinare e
complessa a tutti i livelli del percorso scolastico
25. Includere l’educazione alla morte come attività pluridisciplinare e
complessa a tutti i livelli del percorso scolastico 26. Integrare forma di
democrazia diretta su argomenti di gestione quotidiana e straordinaria
dell’istituto, assembleare e consigliare, tra studenti e docenti, senza
l’inclusione dei genitori.
Ecco, questa, come BASE di discussione per una riforma DELLE SCUOLE, mi
sembrerebbe abbastanza appropriata. E orientata verso un altro mondo
possibile.

Lascia un commento