IL MANIFESTO DELL’EDUCAZIONE DIFFUSA

Testo originale in 4 lingue.

“Mai più aule tra i muri e studenti che volgono lo sguardo teso alla fuga al di là dei vetri chiusi”

L’educazione diffusa è un’alternativa radicale all’istituzione scolastica attuale. È tempo di rimettere bambini e bambine, ragazzi e ragazze in circolazione nella società che, a sua volta, deve assumere in maniera diffusa il suo ruolo educativo e formativo.

La scuola dove ridursi a una base, un portale ove organizzare attività che devono poi realizzarsi nei mondi aperti del reale, tramite un progressivo adeguamento reciproco delle esigenze delle attività pubbliche e private interessate, degli insegnanti e dei ragazzi e bambini stessi.

All’apprendimento chiuso e iperprotettivo della scuola, privo di motivazione e connessione con le realtà si sostituisce progressivamente un apprendimento realizzato con esperienze concrete da rielaborare e condividere. Non più insegnanti di discipline ma educatori, méntori, guide, conduttori capaci di agevolare i percorsi di interconnessione e indurre sempre maggior autonomia e autorganizzazione. I ragazzi e i bambini nel mondo costituiranno una nuova linfa da troppo tempo emarginata e costringeranno la società e il lavoro a ripensarsi, a rallentare e a interrogarsi.

È un atto politico portare questo modello nella società. È un impegno, una scommessa e una prospettiva di vita sensata che chiediamo di sottoscrivere impegnandosi a divulgare l’idea e il progetto per trasformarlo in esperienze diffuse nel territorio.

L’educazione diffusa pone al centro della vita educativa l’esperienza autentica, quella che mobilita tutti i sensi ma soprattutto la forza che li accende, la passione.

L’educazione diffusa ribalta l’idea che la mente possa imparare separatamente dal corpo, è attraverso il corpo, i suoi sensi, il suo impegno, che si verifica un vero apprendimento duraturo.

L’educazione diffusa libera i bambini e i ragazzi, le bambine e le ragazze, dal giogo della prigionia scolastica: li aiuta a trovare nel quartiere, nel territorio e nella città i luoghi, le opportunità, le attività nelle quali partecipareattivamente per offrire il proprio contributo alla società.

L’educazione diffusa è un reticolo in continua espansione di focolai di attività reali nelle quali i più giovani, al di fuori della scuola, esplorano, osservano, contribuiscono, si cimentano, danno vita a situazioni inedite, aiutano, si esprimono e imparano da tutti e da tutte, così come insegnano a tutti e a tutte.

L’educazione diffusa sradica la malapianta delle valutazioni insensate per mezzo di attività reali delle quali correggere sul campo eventuali cadute, imperfezioni, fallimenti e delle quali solo il raggiungimento e il processovalgono come documenti vivi per poter stabilire se ciò che si è fatto è valido e ripetibile o da rivedere e correggibile

L’educazione diffusa vede gli insegnanti mutare in mèntori, educatori, accompagnatori, guide indiane, sostenitori, trainer, organizzatori di campi d’esperienza nel mondo reale e non nel chiuso di aule panottiche dove l’apprendimento marcisce e i corpi avvizziscono.

L’educazione diffusa chiama tutto il corpo sociale a rendersi disponibile per insegnare qualcosa ai suoi più piccoli e giovani: ognuno dovrebbe poter regalare con piacere un poco della sua esperienza, condividendo finalmente la vita con chi sta crescendo e imparando da loro a riguardare il mondo come non è più capace di fare.

L’educazione diffusa trasforma il territorio in una grande risorsa di apprendimento, di scambio, di legame, di cimento, di invenzione societaria, di sperimentazione, al di fuori di ogni logica di mercato, di adattamento passivo, di competizione o di guadagno monetario.

Nell’educazione diffusa si assiste alla costruzione di un tessuto sociale solidale, responsabile, finalmente attento a ciò che vi accade a partire dal ruolo inedito che bambini e adolescenti tornano a svolgervi come attori a pieno titolo, come soggetti portatori di un’inconfondibile identità planetaria.

Per iniziare a sperimentare l’educazione diffusa occorrono un gruppo di genitori motivati, di insegnanti appassionati e possibilmente un dirigente didattico coraggioso che abbiano voglia di vedere di nuovo allievi vivi che gioiscono dell’imparare e di essere riconosciuti come soggetti a pieno titolo nel mondo.

Con l’educazione diffusa ognuno viene riconosciuto come persona umana nelle sue caratteristiche costitutive di unicità, irripetibilità, inesauribilità e reciprocità. L’educazione non deve fabbricare individui conformisti, ma risvegliare persone capaci di vivere ed impegnarsi: deve essere totale non totalitaria, vincendo una falsa idea di neutralità scolastica, indifferenza educativa, e disimpegno. L’educazione diffusa promuove l’apprendistato della libertà contro ogni monopolio (statale, scolastico, familiare, religioso, aziendale).

Students turning their gaze, tense with the desire to escape beyond the closed windows.”

(The Educating City. Manifesto of Diffused Education, Asterios)

Diffused education is a radical alternative to the current school institution. It is time to put children and young people back into circulation within society, which in turn must fully assume its educational and formative role.

The school should be reduced to a base, a portal from which to organize activities that must then take place in the open worlds of reality, through a progressive reciprocal adjustment of the needs of the public and private activities involved, of the teachers, and of the children themselves.

To the closed and overprotective learning of school, lacking motivation and connection with reality, there is gradually substituted a learning process realized through concrete experiences to be re-elaborated and shared. No longer teachers of disciplines, but educators, mentors, guides, facilitators capable of fostering pathways of interconnection and inducing ever greater autonomy and self-organization.

Children and young people in the world will become a new vital sap too long marginalized, and they will force society and work to rethink themselves, to slow down and to question themselves.

It is a political act to bring this model into society. It is a commitment, a wager, and a meaningful life perspective that we ask to subscribe to, by committing to disseminate the idea and the project so as to transform it into widespread experiences in the territory.

Diffused education places at the center of educational life the authentic experience, the one that mobilizes all the senses but above all the force that ignites them: passion.

Diffused education overturns the idea that the mind can learn separately from the body: it is through the body, its senses, its commitment, that true and lasting learning occurs.

Diffused education frees children and young people from the yoke of school imprisonment: it helps them find in the neighborhood, in the territory, and in the city the places, opportunities, and activities in which to participate actively in order to contribute to society.

Diffused education is a continuously expanding network of hotspots of real activities in which the youngest, outside school, explore, observe, contribute, experiment, create new situations, help, express themselves and learn from everyone, just as they teach everyone.

Diffused education eradicates the weed of senseless evaluations through real activities in which possible errors, imperfections, failures are corrected in the field, and in which only the achievement and the process count as living documents to establish whether what has been done is valid, repeatable, or instead to be revised.

Diffused education sees teachers transforming into mentors, educators, companions, guides, supporters, trainers, organizers of fields of experience in the real world and not within the closed panoptic classrooms where learning rots and bodies wither.

Diffused education calls the whole social body to make itself available to teach something to its youngest: everyone should be able to share a little of their experience with joy, finally sharing life with those who are growing up and learning from them to look at the world again in a way we are no longer able to do.

Diffused education transforms the territory into a great resource of learning, of exchange, of ties, of experimentation, outside any logic of market, passive adaptation, competition, or monetary gain.

In diffused education, one witnesses the construction of a social fabric that is supportive, responsible, finally attentive to what happens within it, starting from the new role that children and adolescents return to play as full-fledged actors, as subjects bearing an unmistakable planetary identity.

To begin experimenting with diffused education one needs a group of motivated parents, passionate teachers, and possibly a courageous school leader, who want to see once again lively students rejoicing in learning and being recognized as full-fledged subjects in the world.

With diffused education, everyone is recognized as a human person in their constitutive characteristics of uniqueness, unrepeatability, inexhaustibility, and reciprocity. Education must not fabricate conformist individuals, but awaken people capable of living and committing: it must be total, not totalitarian, overcoming the false idea of scholastic neutrality, educational indifference, and disengagement.

Diffused education promotes the apprenticeship of freedom against every monopoly (state, school, family, religious, corporate).

Jamais plus de salles de classe fermées entre quatre murs et d’élèves impatients de s’échapper par les fenêtres fermées[22].

« Nous essayons d’imaginer une école “ouverte”, plus limitée par les murs des salles de classe et les couloirs de bâtiments souvent obsolètes. Une école “diffuse” sur le territoire pour une activité éducative pratiquée également dans les espaces publics et sociaux de la ville : bibliothèques, théâtres, musées, boutiques, ou à l’extérieur sur les places et dans les cours transformées en lieux d’enseignement, dans les espaces ruraux, dans les milieux naturels.

Une alternative radicale à l’institution scolaire actuelle. La ville éduquante, en tant que collectivité, prend soin de ses futurs citoyens en essayant de les faire grandir dans les lieux les plus appropriés, sans les contraindre à des heures interminables passées dans des espaces compartimentés. Et ce n’est pas une théorie.

Malgré des difficultés indéniables, le projet déjà soumis à l’attention des institutions est en train de trouver un soutien explicite de la part d’enseignants et de parents, dans plusieurs régions d’Italie.

L’éducation diffuse est une alternative radicale à l’institution éducative actuelle. Il est temps de remettre en circulation les garçons et les filles dans la société qui, à son tour, doit assumer son rôle éducatif et formateur de manière diffuse.

L’école doit être réduite à une base, un portail où l’on peut organiser des activités qui doivent ensuite se dérouler dans les mondes ouverts de la réalité, par une adaptation progressive mutuelle des besoins, des activités publiques et privées concernées, des enseignants et des élèves eux-mêmes.

L’apprentissage fermé et surprotecteur de l’école, sans motivation et sans lien avec les réalités, doit être progressivement remplacé par un apprentissage réalisé avec des expériences concrètes à retravailler et à partager. Plus de professeurs qui se contentent d’enseigner des disciplines, mais des éducateurs, des mentors, des guides, des chefs d’orchestres capables de faciliter les chemins de l’interconnexion et de faire développer une autonomie et une auto-organisation toujours plus grandes chez les enfants et les adolescents. Les enfants du monde sont un sang nouveau qui a été marginalisé pendant trop longtemps et qui forcera la société et le travail à se repenser, à ralentir et à s’interroger sur eux-mêmes.

Il y a un acte politique à introduire ce modèle dans la société. Il y a un engagement, un pari et une perspective de vie raisonnable que nous demandons de signer, en vous engageant à diffuser l’idée et le projet pour en faire des expériences généralisées localement.

L’éducation diffuse place l’expérience authentique au centre de la vie éducative – l’expérience qui mobilise tous les sens, mais surtout la force qui les anime : la passion.

L’éducation diffuse renverse l’idée que l’esprit peut apprendre séparément du corps : c’est par le corps, ses sens, son engagement, qu’un véritable apprentissage durable se produit.

L’éducation diffuse libère les enfants, les filles et les garçons, du joug de l’emprisonnement scolaire : elle les aide à trouver dans le quartier, dans la ville, dans le territoire, dans les espaces naturels, les lieux, les opportunités, les activités auxquelles participer activement pour offrir leur contribution à la société.

L’éducation diffuse est un réseau toujours plus vaste de foyers d’activités réelles où les plus jeunes, en dehors de l’école, explorent, observent, contribuent, s’essayent, créent de nouvelles situations, aident, s’expriment et apprennent de tout et de tous, comme ils enseignent à tous et chacun.

L’éducation diffuse éradique le fléau des évaluations, qui sont insensées, au moyen d’activités réelles, où la correction des chutes, imperfections, échecs se fait sur le terrain, et où la réalisation et le processus sont les déterminants vivants qui évaluent les actions, lesquelles peuvent être reprises, si valables, ou, à défaut, revues et corrigées.

L’éducation diffuse voit les enseignants se transformer en mentors, éducateurs, compagnons, guides indiens, supporters, formateurs, organisateurs de camps d’expérience dans le monde réel et non dans des classes panoptiques où l’apprentissage corrompt et flétrit.

L’éducation diffuse appelle tout le corps social à se rendre disponible pour enseigner quelque chose aux plus petits : chacun doit pouvoir donner avec plaisir un peu de son expérience, partageant enfin sa vie avec ceux qui grandissent, tout en apprenant d’eux à se relier au monde comme on ne sait parfois plus le faire.

L’éducation diffuse transforme le territoire en une grande ressource d’apprentissages, d’échanges, de connexions, d’essais, d’inventions, d’entreprises, d’expérimentations, hors de toute logique de marché, d’adaptation passive, de concurrence ou de gain monétaire.

Dans l’éducation diffuse, nous assistons à la construction d’un tissu social de solidarité, de responsabilité, qui est attentif enfin à ce qui arrive à partir du nouveau rôle qui sera joué par les enfants et par les adolescents comme acteurs à part entière et comme porteurs d’une identité planétaire unique et reconnaissable.

Pour commencer à expérimenter l’éducation diffuse, nous avons besoin d’un groupe de parents motivés, d’enseignants passionnés et peut-être d’un leader courageux de l’éducation, qui veulent voir des élèves vivants qui se réjouissent d’apprendre et d’être reconnus comme sujets à part entière dans le monde.

Avec l’éducation diffuse chacun est reconnu comme une personne humaine dans ses caractéristiques constitutives d’unicité, d’inépuisabilité et de réciprocité. L’éducation ne doit pas fabriquer des individus conformistes, mais réveiller des personnes capables de vivre et de s’engager : elle doit être totale, non totalitaire, gagnant contre une fausse idée de neutralité scolaire, d’indifférence éducative, de désengagement.

L’éducation généralisée favorise l’apprentissage de la liberté contre tout monopole (État, école, famille, religion, entreprise). »

“Schüler, die den Blick gespannt auf die Flucht jenseits der verschlossenen Fenster richten.”

(Die erziehende Stadt. Manifest der diffusen Bildung, Asterios)

Die diffuse Bildung ist eine radikale Alternative zur heutigen Schulinstitution. Es ist an der Zeit, Kinder und Jugendliche wieder in die Gesellschaft zu integrieren, die ihrerseits ihre erzieherische und bildende Rolle umfassend übernehmen muss.

Die Schule sollte sich auf eine Basis reduzieren, ein Portal, von dem aus Aktivitäten organisiert werden, die dann in den offenen Welten der Realität stattfinden, durch eine allmähliche wechselseitige Anpassung der Bedürfnisse öffentlicher und privater Tätigkeiten, der Lehrkräfte und der Kinder selbst.

An die geschlossene und überprotektive Form des schulischen Lernens, das ohne Motivation und Bezug zur Wirklichkeit bleibt, tritt schrittweise ein Lernen, das durch konkrete Erfahrungen verwirklicht wird, die neu verarbeitet und geteilt werden. Keine Fachlehrer mehr, sondern Pädagogen, Mentoren, Führer, Begleiter, die in der Lage sind, Wege der Vernetzung zu fördern und immer mehr Autonomie und Selbstorganisation anzuregen.

Kinder und Jugendliche in der Welt werden zu einem neuen Lebenssaft, der viel zu lange an den Rand gedrängt wurde, und sie werden die Gesellschaft und die Arbeit zwingen, sich neu zu denken, zu verlangsamen und sich selbst zu hinterfragen.

Dieses Modell in die Gesellschaft zu bringen, ist ein politischer Akt. Es ist ein Engagement, eine Wette und eine sinnvolle Lebensperspektive, zu der wir auffordern, indem wir uns verpflichten, die Idee und das Projekt zu verbreiten, um sie in breit angelegte Erfahrungen im Territorium zu verwandeln.

Die diffuse Bildung stellt die authentische Erfahrung in den Mittelpunkt des Bildungslebens, jene, die alle Sinne mobilisiert, aber vor allem die Kraft, die sie entzündet: die Leidenschaft.

Die diffuse Bildung stellt die Vorstellung auf den Kopf, dass der Geist getrennt vom Körper lernen könne: es ist durch den Körper, seine Sinne, sein Engagement, dass echtes, dauerhaftes Lernen geschieht.

Die diffuse Bildung befreit Kinder und Jugendliche vom Joch der schulischen Gefangenschaft: sie hilft ihnen, im Stadtviertel, im Gebiet und in der Stadt Orte, Möglichkeiten und Tätigkeiten zu finden, in denen sie aktiv teilnehmen können, um ihren Beitrag zur Gesellschaft zu leisten.

Die diffuse Bildung ist ein sich ständig ausweitendes Netz von Brennpunkten realer Tätigkeiten, in denen die Jüngsten außerhalb der Schule erforschen, beobachten, beitragen, sich erproben, neue Situationen schaffen, helfen, sich ausdrücken und von allen lernen – so wie sie auch allen etwas lehren.

Die diffuse Bildung entwurzelt das Unkraut unsinniger Bewertungen durch reale Tätigkeiten, bei denen mögliche Fehler, Unvollkommenheiten, Misserfolge direkt korrigiert werden, und bei denen allein das Erreichen und der Prozess als lebendige Dokumente gelten, um festzustellen, ob das Getane gültig, wiederholbar oder zu überarbeiten ist.

Die diffuse Bildung sieht, wie Lehrkräfte zu Mentoren, Pädagogen, Begleitern, Führern, Unterstützern, Trainern, Organisatoren von Erfahrungsfeldern in der realen Welt werden – und nicht im geschlossenen Raum panoptischer Klassenzimmer, wo das Lernen verrottet und die Körper welken.

Die diffuse Bildung ruft den gesamten gesellschaftlichen Körper auf, sich bereit zu erklären, den Jüngsten etwas zu lehren: jeder sollte mit Freude einen Teil seiner Erfahrung weitergeben und endlich das Leben mit denen teilen, die aufwachsen – und von ihnen lernen, die Welt wieder so zu betrachten, wie wir es längst nicht mehr können.

Die diffuse Bildung verwandelt das Territorium in eine große Ressource für Lernen, Austausch, Bindung, gesellschaftliche Erfindung, Experimentieren – außerhalb jeder Logik von Markt, passiver Anpassung, Wettbewerb oder monetärem Gewinn.

In der diffusen Bildung wird der Aufbau eines solidarischen, verantwortungsvollen sozialen Gefüges sichtbar, das endlich aufmerksam ist für das, was in ihm geschieht, ausgehend von der neuen Rolle, die Kinder und Jugendliche wieder einnehmen: als vollwertige Akteure, als Träger einer unverwechselbaren planetarischen Identität.

Um die diffuse Bildung zu erproben, braucht es eine Gruppe motivierter Eltern, leidenschaftlicher Lehrkräfte und möglichst eine mutige Schulleitung, die wieder lebendige Schüler sehen möchte, die Freude am Lernen haben und als vollwertige Subjekte in der Welt anerkannt werden.

Mit der diffusen Bildung wird jeder Mensch in seinen konstitutiven Merkmalen von Einzigartigkeit, Unwiederholbarkeit, Unerschöpflichkeit und Gegenseitigkeit anerkannt. Bildung darf keine konformistischen Individuen hervorbringen, sondern muss Menschen erwecken, die fähig sind zu leben und sich zu engagieren: sie muss total, nicht totalitär sein, indem sie die falsche Vorstellung schulischer Neutralität, pädagogischer Gleichgültigkeit und Unbeteiligung überwindet.

Die diffuse Bildung fördert das Lernen der Freiheit gegen jedes Monopol (staatlich, schulisch, familiär, religiös, unternehmerisch).

“Estudiantes que dirigen la mirada, tensos por el deseo de huir más allá de los cristales cerrados.”

(La Ciudad educadora. Manifiesto de la educación difusa, Asterios)

La educación difusa es una alternativa radical a la actual institución escolar. Es hora de poner de nuevo a niños y jóvenes en circulación dentro de la sociedad, que a su vez debe asumir plenamente su papel educativo y formativo.

La escuela debería reducirse a una base, un portal desde el cual organizar actividades que luego deben realizarse en los mundos abiertos de la realidad, mediante una progresiva adecuación recíproca de las necesidades de las actividades públicas y privadas implicadas, de los docentes y de los propios niños.

Al aprendizaje cerrado e hiperprotector de la escuela, carente de motivación y de conexión con la realidad, se sustituye progresivamente un aprendizaje realizado a través de experiencias concretas que se reelaboran y comparten. Ya no más profesores de materias, sino educadores, mentores, guías, facilitadores capaces de favorecer recorridos de interconexión e inducir cada vez más autonomía y autoorganización.

Niños y jóvenes en el mundo constituirán una nueva savia vital demasiado tiempo marginada y obligarán a la sociedad y al trabajo a repensarse, a ralentizar y a interrogarse.

Llevar este modelo a la sociedad es un acto político. Es un compromiso, una apuesta y una perspectiva de vida con sentido que pedimos suscribir, comprometiéndose a divulgar la idea y el proyecto para transformarlo en experiencias difundidas en el territorio.

La educación difusa pone en el centro de la vida educativa la experiencia auténtica, aquella que moviliza todos los sentidos pero sobre todo la fuerza que los enciende: la pasión.

La educación difusa da la vuelta a la idea de que la mente pueda aprender separada del cuerpo: es a través del cuerpo, de sus sentidos, de su compromiso, que se verifica un aprendizaje verdadero y duradero.

La educación difusa libera a niños y jóvenes del yugo del encarcelamiento escolar: les ayuda a encontrar en el barrio, en el territorio y en la ciudad los lugares, oportunidades y actividades en los que participar activamente para ofrecer su contribución a la sociedad.

La educación difusa es una red en continua expansión de focos de actividades reales en las que los más jóvenes, fuera de la escuela, exploran, observan, contribuyen, se enfrentan, dan vida a situaciones inéditas, ayudan, se expresan y aprenden de todos, así como enseñan a todos.

La educación difusa arranca de raíz la mala hierba de las evaluaciones insensatas por medio de actividades reales, en las cuales corregir sobre el terreno eventuales caídas, imperfecciones, fracasos, y en las que solo el proceso y el logro cuentan como documentos vivos para establecer si lo hecho es válido, repetible o debe revisarse.

La educación difusa ve a los docentes transformarse en mentores, educadores, acompañantes, guías, apoyos, formadores, organizadores de campos de experiencia en el mundo real y no en el encierro de aulas panópticas donde el aprendizaje se pudre y los cuerpos se marchitan.

La educación difusa llama a todo el cuerpo social a ponerse a disposición para enseñar algo a sus más pequeños y jóvenes: cada uno debería poder regalar con gusto un poco de su experiencia, compartiendo por fin la vida con quienes están creciendo y aprendiendo de ellos a mirar de nuevo el mundo como ya no sabemos hacerlo.

La educación difusa transforma el territorio en un gran recurso de aprendizaje, de intercambio, de vínculo, de invención social, de experimentación, fuera de toda lógica de mercado, de adaptación pasiva, de competencia o de ganancia monetaria.

En la educación difusa se asiste a la construcción de un tejido social solidario, responsable, finalmente atento a lo que allí sucede, a partir del papel inédito que niños y adolescentes vuelven a desempeñar como actores de pleno derecho, como sujetos portadores de una identidad planetaria inconfundible.

Para comenzar a experimentar la educación difusa se necesita un grupo de padres motivados, de docentes apasionados y, si es posible, un directivo escolar valiente que tenga ganas de ver de nuevo alumnos vivos, que gocen de aprender y de ser reconocidos como sujetos de pleno derecho en el mundo.

Con la educación difusa cada persona es reconocida como ser humano en sus características constitutivas de unicidad, irrepetibilidad, inagotabilidad y reciprocidad. La educación no debe fabricar individuos conformistas, sino despertar personas capaces de vivir y comprometerse: debe ser total, no totalitaria, venciendo la falsa idea de neutralidad escolar, indiferencia educativa y desinterés.

La educación difusa promueve el aprendizaje de la libertad contra todo monopolio (estatal, escolar, familiar, religioso, empresarial).

 

L’Educazione diffusa è un progetto educativo nato con la pubblicazione nel 2017 del Manifesto dell’educazione diffusa. Il tutto dall’idea originale frutto, già nel 2016, dell’incontro tra Paolo Mottana e Giuseppe Campagnoli che firmarono, insieme o autonomamente, diversi volumi e articoli sull’argomento, realizzando anche innumerevoliseminari, incontri, iniziative e progetti sperimentali in Italia e all’estero. Sono state coinvolte le Università di Milano, Macerata, Parma e Caen (Francia). L’idea è stata oggetto anche di una audizione presso la Commissione parlamentare Istruzione e Cultura nel 2020. Le ultime pubblicazioni sull’argomento sono: una specie di racconto giocoso (“La commedia della città educante”) dedicato alle traversie burocratiche delle sperimentazioni dell’educazione diffusa, un libro di Paolo Mottana intitolato “I tabù dell’educazione” e un saggio di Giuseppe Campagnoli in una prestigiosa rivista francese di filosofia dell’educazione: Le Télémaque dell’Università di Caen intitolato “L’educazione diffusa e la città educante”.

Uscita a dicembre 2023 anche un‘antologia di scritti di Giuseppe Campagnoli sull‘architettura della città e l‘educazione. Ora è in libreria un libro di Paolo Mottana dedicato alla costruzione di un “Sistema dell‘educazione diffusa“. Costituita con decorrenza dal 1 gennaio 2024  anche un’Associazione fondata da Paolo Mottana, Giuseppe Campagnoli,Santippe Rufo, Gianluca Carmosino,Fabio Artuso, Dimitris Argiropoulos, Veronica Gugnali.

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