Virtuosi infiltrati
Servono virtuosi infiltrati e avanguardie determinate.
Oltrepassiamo un sistema fondato sull’addestramento, sull’iniqua meritocrazia, su una “scuola” classista e classificatoria preparando un sistema fondato sull’educazione diffusa.
Leggete e participate!
D(o)uce France ha
Noi non lo facemmo, loro lo stanno progettando. Ciò che sta accadendo in Italia dove i ministeri del Minculpop e del Merito stanno peggiorando, palesemente o subdolamente il quadro di una “scuola” già di per sé opprimente, classista, classificatoria e nella migliore delle ipotesi falsamente innovativa e “bricolagista” in Francia i nostri cugini stanno mettendo in campo una specie di piano in extremis in vista dell’arrivo dei postfascisti dell’esagono. Se avessero la nostra educazione diffusa, che pure hanno timidamente apprezzato in una delle loro riviste educative più note, avrebbero in mano uno strumento eccezionale di rivoluzione anche sottile ed efficace dall’interno.Un antidoto alle “scuole” tutte, liberiste, liberali e anche post fasciste. Un antidoto alla “scuola” tout court.
Qui i brani significativi di un articolo di oggi tradotto e adattato da Libération scritto da Cécile Bourgneuf
Éducation: Les cadres étudient les moyens derésister
Istruzione: i dirigenti studiano i modi per resistere
Alti funzionari, presidi, ispettori… Anticipando un arrivo della destra estrema e del suo programma reazionario, l’amministrazione scolastica affronta il classico dilemma tra l’abbandono o la resistenza dall’interno. Fin d’ora si stanno creando legami tra coloro che intendono tenere duro.

Divise
Dobbiamo restare o andare? Lottare dall’interno o esprimere il proprio disaccordo dimettendosi? Questo dilemma, che sembra per molti irrisolvibile, agita buona parte dei dirigenti dell’istruzione nazionale francese in caso di vittoria dell’estrema destra alle elezioni anticipate, seguita dall’arrivo di un ministro Rassemblement national. Tutti pensano alle dimissioni ma con l’inconveniente di fare da soli la pulizia che sogna la destra estrema.. Si dovrebbero lasciare gli insegnanti e i capi di istituto soli sul campo, cosa che può essere vista come una prova di coraggio o, al contrario, come un grande tradimento, operare sotto il controllo del ministro di destra per accompagnare le nuove politiche pubbliche? Se si resta, la gente dirà “ah, sono venduti, sono pronti a fare voltagabbana per soldi”».Un alto funzionario cambia idea «dodici volte al giorno» su cosa farà se la RN vince. «Rispettate il mio anonimato eh», precisa, a causa del suo dovere di riservatezza. Il ministero dell’Istruzione nazionale ha d’altronde ricordato ai suoi funzionari della funzione pubblica, in una circolare inviata per posta il 14 giugno, di rispettare tale obbligo, in particolare «in periodo elettorale».
La crisi democratica, istituzionale e politica scatenata da Emmanuel Macron con la dissoluzione dell’Assemblea nazionale dispera la dozzina di quadri e alti quadri dell’educazione nazionale sentiti da Libération. Si dicono molto preoccupati e sbalorditi. Sono tutti disgustati dalla decisione di Macron che ha abbandonato la sua amministrazione…Se il ministero e il suo apparato diventano fascisti non sarà sopportabile.

Il futuro ministro dell’istruzione nazionale può cambiare tutto il sistema o gran parte dell’apparato educativo con circolari, dice allarmata un’altra ispettrice generale.L’istruzione nazionale è molto plastica. La RN può cambiare facilmente i programmi, l’orario scolastico, la pedagogia, l’autonomia degli istituti e anche tutto l’extra scuola..» Gabriel Attal ha fatto della scuola uno strumento politico e l’RN ne farà sicuramente uno strumento di propaganda, afferma un alto funzionario di rue de Grenelle.”Attal è già andato incontro alla linea dell’avversario legittimando le idee più conservatrici che erano anche nel campo dell’estrema destra.»
Disobbedire agli ordini palesemente illegali
Una sola cosa è possibile fare per contrastare in anticipo queste terribili premonizioni secondo l’ex consigliere dell’ex ministro dell’istruzione Jean-Michel Blanquer: basarsi sull’articolo L121-10 del codice generale della funzione pubblica che prevede che ogni funzionario «deve conformarsi alle istruzioni del suo superiore gerarchico, salvo nel caso in cui l’ordine dato sia manifestamente illegale o tale da compromettere gravemente un interesse pubblico».

Collettivi discreti
La RN vuole far tacere ogni opposizione per far regnare il terrore. Fa paura, ma a un certo punto ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità»,spiega uno dei 170 direttori accademici incaricati di applicare la politica ministeriale a livello dipartimentale. Da due settimane c’è questo dibattito tra tutti i colleghi di Francia per sapere se si debba agire secondo il dovere o secondo la coscienza. Oggi quello che è più condiviso dagli ispettori e dai capi di istituto è: non voglio applicare misure di discriminazione.

Tristi déjà vu che potrebbero rinascere in chiave moderna
Se l’RN arriva al potere, può anche cambiare tutte le nomine : rettori, provveditori, amministrazione centrale. «Alcuni ministeri hanno attraversato alternanze con una certa continuità, cosa che non è il caso dell’educazione nazionale, dove le guerre scolastiche sono vive o conflittuali all’interno dell’amministrazione stessa», riferisce un’ispettrice generale. Nominati in Consiglio dei ministri dal Presidente, su proposta del ministro dell’Istruzione, i rettori rappresentano quest’ultimo nelle loro accademie o regioni, 30 in totale, e sono incaricati di far applicare le riforme, di gestire il quotidiano degli istituti. Della decina di rettori e rettrici contattati, nessuno ha voluto rispondere a Libération. Solo una piccola manciata sta considerando le dimissioni se l’RN passa. È poi c’è il ballo dei “falsi culi”, quei rettori che vogliono rimanere dicendo che saranno forse più utili agendo dall’interno. Ma a un certo punto bisogna agire quando non si è d’accordo.
«Ciò che farà male se non ci si sveglia»
Anche se alcune persone prendono in anticipo posizioni di resistenza, temo non siano rappresentative della maggioranza. Mi aspetto che siano la rassegnazione e la passività a prevalere, predice l’ex rettore e storico Jean-François Chanet. I poteri trovano sempre i loro servitori. “Le rivoluzioni nazionali, diceva Erich Maria Nota, liberano la feccia che brulica sotto l’immobilità delle pietre.” Si trovano sempre” nobili formule per mascherare l’abiezione.”
In questi due anni di governo reazionario in Italia nella cosiddetta “scuola” cosa è successo? Molto alla luce e di più sottotraccia. La minaccia di classi differenziali, le nomine ad hoc dei direttori regionali e ministeriali, la commissione per la revisione delle linee guida ministeriali in fatto di contenuti, la disciplina e le discipline irrigidite, i divieti di far politica, i militari a scuola…Leggete gli articoli in proposito in questo sito e anche su http://comune-info.net e capirete.
Ma soprattutto riflettete sul fatto che comunque sia questa scuola va oltrepassata con urgenza ed una delle chiavi per una innovazione radicale che scongiuri il vero pensiero unico imposto dai governi autoritari palesi od occulti in favore della libertà, dell’autonomia e della assoluta mancanza di discriminazione è proprio l’educazione diffusa dove: ” ognuno viene riconosciuto come persona umana nelle sue caratteristiche costitutive di unicità, irripetibilità, inesauribilità e reciprocità. L’educazione non deve fabbricare individui conformisti, ma risvegliare persone capaci di vivere ed impegnarsi: deve essere totale non totalitaria, vincendo una falsa idea di neutralità scolastica, indifferenza educativa, e disimpegno. L’educazione diffusa promuove l’apprendistato della libertà contro ogni monopolio (statale, scolastico, familiare, religioso, aziendale)”.
Per i giovani e per il futuro. Oltrepassare la scuola aprendola al mondo e chiudendola definitivamente a sé stessa.
Su Comune-info.net. L’educazione diffusa apre le menti e può cambiare il mondo. Per questo fa paura. La neonata Associazione intensificherà l’impegno di diffusione, formazione, sperimentazione già avviato da oltre sette anni. “L’associazione facendo tesoro delle ricerche, degli incontri, dei seminari, delle prove sul campo e delle pubblicazioni di oltre un quinquennio, si propone di intensificare la divulgazione e sperimentazione dell’idea di educazione diffusa negli attuali contesti scolastici pubblici, urbani e sociali oltre che di tentare la costruzione di una rete dialogante e collaborante tra esperienze educative decisamente affini ma spesso isolate, tese a una radicale mutazione dell’attuale paradigma educativo in vista di un vero e proprio futuro “Sistema dell’educazione diffusa”. Un censimento e condivisione delle esperienze affini all’idea dell’educazione diffusa spesso sconosciute sarà un’altra delle attività da mettere in campo. Una delle attività fondamentali sarà dedicata alla formazione di formatori, da una parte per divulgare l’idea e le sue implicazioni pratiche, dall’altra per progettare e gestire le esperienze transitorie di educazione diffusa e parallelamente nell’ambito spaziale definito della “città educante” per sollecitare e coinvolgere il campo accademico e professionale dell’architettura e del disegno urbano attualmente ancora abbastanza assente dal nostro dibattito. Si stanno predisponendo anche strumenti di progetto e di guida indispensabili ai dirigenti, ai consigli e agli insegnanti insieme agli studenti, alle famiglie ed alle figure esterne, per mettere in atto sperimentazioni e prove soprattutto, se possibile, nella cosiddetta “scuola pubblica”. L’associazione si è data il compito di avviare un processo di medio-lungo periodo per avviare esperienze pilota mettendo a punto insieme agli enti del territorio gli strumenti urbanistici, viabilistici, legislativi e educativi in senso stretto per raggiungere e realizzare le istanze principali dell’educazione diffusa. Tra le attività collaterali e complementari verranno ricomprese le iniziative culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale con finalità educativa e la ricerca scientifica di particolare interesse sociale inclusi impegni, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura dell’educazione già avviata a partire dal Manifesto dell’educazione diffusa che resta la premessa fondamentale di tutte le finalità dell’associazione e delle attività connesse.”
